Paolini Matteo
Il concetto di deriva nei film di Guy Debord

riassunto / citazione / abstract:

“In tutta la mia vita, non ho visto che tempi agitati, delle estreme lacerazioni nella società, e immense distruzioni; ho preso parte a tutte queste agitazioni. In tutta la critica strategica, l’essenziale è di calarsi esattamente nel punto di vista dell’attore; è vero che è spesso molto difficile. Il difficile è il conoscere tutte le circostanze in cui si trovano gli attori. Il mio metodo sarà molto semplice. Dirò quello che ho amato; e tutto il testo sotto questa luce, si mostrerà e si farà facilmente comprendere”1.
L’analisi dettagliata dei film di Debord pone il problema della conoscenza dei testi teorici pubblicati dai situazionisti. Ecco perchè nella mia tesi, prima di analizzare il film ho ritenuto necessario partire da alcuni concetti chiave per i situazionisti. Senza questo passaggio, la comprensione dei film non sarebbe possibile, e risulterebbero solo dei semplici collage di diverse immagini e testi differenti, apparentemente slegati le une dagli altri. I film sono per Debord un mezzo di propaganda: fare uso del cinema e servirsi della attrazione popolare per il cinema, della sua potenza espressiva per abordare le rive dell’avventura rivoluzionaria. Tale percorso ha come momento fondamentale il presente, grazie al cinema Debord riesce ad ancorare la propria strategia politica sul fotogramma. Se il presente è la cifra problematica della storia, il fotogramma è l’unità di misura del cinema. Il momento successivo è per entrambi ciò che è continuo, mentre quello che ci sfugge sovente sono proprio i legami che tengono insieme questa continuità al particolare presente.
Debord si è molto interessato alla guerra e alle sue varie strategie e ha introdotto alcuni termini e insegnamenti nella propria vita e nel suo pensiero politico. Distruggere l’arte, combattere contro la società dello spettacolo e tutte le sue strutture, annientare il tempo spettacolare e con esso il presente, il tempo in quanto tempo storico ed il fotogramma in quanto grammatica cinematografica. La presa di posizione nei “tempi agitati” della guarra in corso è fatta di tecniche e strumenti politici per riuscire a prendere parte al presente: la costruzione di situazioni, il détournement, la psicogeografie e la deriva. Il mio lavoro si è focalizzato sull’ultima di queste pratiche, la deriva come movimento nello spazio urbano e come azione sul presente, e sulla sua rappresentazione cinematografica. Mettere in luce come la pratica della deriva, al di fuori dal suo contesto naturale, la città, viene trasportata nei film di Debord, creando una continuità di pensiero lungo tutto il percorso cinematografico del filosofo francese.

autore:

Matteo Paolini

bibliografia (tutta o parziale):

Guy Debord, (Contro) il cinema, Editrice Il Castoro, Milano, 2001
Guy Debord, Internazionale situazionista
Guy Debord, Les Lèvres nues, n. 9, novembre 1956
Guy Debord, Panégyque I, Éditions Gérard Lebovici, 1989, in Guy Debord oeuvres, Gallimard, Paris, 2006
Guy Debord, Rapporto sulla costruzione di situazioni
Walter Benjamin, Illuminationen: Ausgeweahlte Shriften, Suhrkamp Verlag, Frankfurt am Main, 1961
Walter Benjamin, Immagini di città, Einaudi, Torino, 2007
Walter Benjamin, Parigi, Capitale del XIX secolo, Einaudi, Torino, 1986
Charles Baudelaire, Les Fleurs du Mal, 1857
Davide Caliaro, Internazionale Situazionista: tra estetica e politica, Tesi di laurea quadriennale in filosofia, Verona, 2007
Francesco Careri, Constant. New Babylon, una città nomade, Testo e immagine, Torino, 2001
Francesco Careri, Walkscapes. Camminare come pratica estetica, Einaudi, Torino, 2006
Antoine Coppola, Introduction au cinéma de Guy Debord et de l’avana-grade situationniste, Éditions Gulliver, Paris, 2006
Gilles Deleuze, L’immagine Movimento. Cinema 1, Ububibri, Milano 1984
Sergio Ghirardi, Non abbiamo paura delle rovine, I situazionisti e il nostro tempo, DeriveApprodi, Roma, 2005
Gianfranco Marelli, L’amara vittoria del Situazionismo. Per una storia critica dell’Internazionale Situazionista 1957 – 1972, BFS Edizioni, Pisa, 1996
Gianfranco Marelli, L’ultima Internazionale. I situazionisti oltre l’arte e la politica, Bollati Boringhieri, Torino, 2000
Guy-Claude Marie, Guy Debord: de son cinéma en son art et en son temps, Librarie Philosophique J. Rvin, Parigi, 2009
Emmanuele Morandi, La società è «un uomo in grande», Marietti, Torino, 2010
Gianpaolo Nuvolati, Lo sguardo vagabondo, Il Mulino, Bologna, 2006
Mario Perniola, I situazionisti, il movimento che ha profetizzato la «Società dello spettacolo», Castevecchi, Roma, 1998
Potlach, Bollettino dell’Internazionale Lettrista, 1954-1957, Nautilus, Torino, 1999
Tiqqun, Elementi per una teoria della Jeune-Fille, Bollati Boringhieri, Torino, 2003
Roberto Turigliatto, Guy Debord (contro) il cinema, Editrice Il Castoro, Milano, 2001
Eyal Weizman, À travers le murs, La fabrique édition, Parigi, 2008
Guy Debord, Critique de la séparation, 1961
Guy Debord, Hurlements en faveur de Sade, 1952
Guy Debord, In girum imus nocte et consumimur igni, 1978
Guy Debord, La société du spectacle, 1973
Guy Debord, Sur le passage de quelques personnes à travers une assez courte unité de temps, 1959

questa tesi è stata condivisa con licenza:

scaricala

This entry was posted in tesi, tesi triennali. Bookmark the permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>